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Quanto costa una separazione o un divorzio consensuale?

  • Immagine del redattore: Samuele Marchetti
    Samuele Marchetti
  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Vediamo alcuni criteri per la quantificazione del costo di una separazione.


Questa è, con ogni probabilità, la domanda che si rovolgono più spesso le persone che pensano di separarsi. Ed è anche una domanda a cui, sul mio sito o sui miei profili professionali, non posso rispondere con un numero secco. Non per reticenza, ma perché innanzitutto il Codice Deontologico Forense vieta agli avvocati di pubblicizzare tariffe e listini prezzi; inoltre è impossibile stabilire un prezzo che prescinda dalla valutazione della vicenda.

Cercherò quindi di spiegare perché questa regola esiste, cosa significa in concreto, e quali sono i criteri realistici per farsi un'idea del costo di una separazione o di un divorzio consensuale.


Perché un avvocato non può "mettere il prezzo in vetrina"

La regola ha una ragione precisa, e a mio avviso condivisibile: se gli avvocati competessero pubblicamente sul prezzo più basso, la professione forense rischierebbe di trasformarsi in una corsa al ribasso, con inevitabile sacrificio della qualità del lavoro svolto. Una separazione consensuale non è un prodotto standardizzato: è un percorso che richiede attenzione, capacità di mediazione e, spesso, ore di lavoro che il cliente non vede. Ridurre tutto "al prezzo più basso" comporterebbe un grave danno per la qualità del servizio.

Questo divieto, però, ha un effetto collaterale reale: da fuori, per chi si trova ad affrontare per la prima volta una separazione, è difficile orientarsi. Provo quindi a dare qui alcuni criteri concreti, senza fornire un tariffario (cosa che, ripeto, non potrei fare), ma con l'obiettivo di aiutarti a capire da cosa dipende il costo e cosa aspettarti.


Da cosa dipende il costo: la complessità della vicenda

Il primo fattore, e probabilmente il più importante, è la complessità di ciò che i coniugi devono regolare. Una separazione consensuale non è mai "tutta uguale": può limitarsi a definire i rapporti tra i coniugi, oppure includere anche:

  • i rapporti con i figli (affidamento, collocamento, mantenimento, regime delle visite);

  • gli accordi patrimoniali tra i coniugi (pagamento del mutuo, divisione dei risparmi, ecc.);

  • i trasferimenti di diritti reali, ad esempio la cessione della casa coniugale o di quote immobiliari da un coniuge all'altro.

Quest'ultimo punto, in particolare, comporta accertamenti (catastali, ipotecari) e responsabilità professionali ulteriori rispetto alla semplice negoziazione degli aspetti personali. È intuitivo che una separazione senza figli e senza beni da dividere richieda un impegno diverso, in termini di tempo e di rischio professionale, rispetto a una separazione con figli minori e con un patrimonio immobiliare da trasferire.


Il costo varia anche in base al territorio

Un altro elemento di cui tener conto è la geografia. I parametri forensi nazionali fissano criteri di riferimento, ma nella pratica quotidiana i compensi medi praticati nel Nord Italia sono generalmente più elevati rispetto a quelli praticati al Centro e al Sud. In una grande città si spenderà di più che in un piccolo centro. Non è una questione di "giustizia" territoriale, ma il riflesso di costi della vita, contesti di mercato e volumi di lavoro differenti tra le varie aree del Paese.


L'esperienza e la reputazione del professionista incidono, legittimamente

Anche la preparazione, l'esperienza e il prestigio dell'avvocato incidono sul compenso, ed è corretto che sia così: un professionista che segue diritto di famiglia da molti anni, che ha visto centinaia di situazioni diverse e sa anticipare i punti critici di una trattativa, offre un valore diverso rispetto a chi si affaccia da poco alla materia. Questo spiega perché, cercando informazioni, ci si imbatta in preventivi molto diversi tra loro: il mercato dei servizi legali in materia di separazioni e divorzi è, di fatto, piuttosto eterogeneo, e la variabilità dei prezzi che si trova online o chiedendo in giro è del tutto normale.


Un ordine di grandezza onesto

Detto questo, e senza alcuna pretesa di fissare un prezzo (che, come detto, resta frutto di una valutazione caso per caso), un costo onesto per l'assistenza legale in una separazione o in un divorzio consensuale si colloca generalmente nell'ordine di poche migliaia di euro. Il numero esatto dipenderà dagli elementi che abbiamo visto sopra.

A questo si aggiunge un costo fisso, dovuto allo Stato e non all'avvocato: il contributo unificato, pari a 43 euro, necessario per iscrivere a ruolo il ricorso presso il Tribunale. È una spesa vera, ma di entità del tutto marginale rispetto al compenso professionale, ed è bene distinguerla chiaramente da quest'ultimo quando si valuta un preventivo.


L'effetto iceberg: il lavoro che non si vede

C'è infine un aspetto che, per esperienza diretta, è quello meno compreso da chi si avvicina per la prima volta a una separazione consensuale: buona parte del costo deriva da un lavoro che il cliente non vede direttamente, e che è opportuno raccontare, altrimenti si rischia di percepire il compenso come sproporzionato rispetto a un accordo che, sulla carta, "sembra semplice".

Raramente, infatti, i coniugi arrivano dall'avvocato con un accordo già perfezionato in ogni dettaglio. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di trattative lunghe, a volte estenuanti, che si sviluppano su più incontri e più sessioni con i colleghi di controparte: bisogna avvicinare posizioni distanti, gestire tensioni emotive ancora vive, trovare formule che tutelino i figli senza risultare inique per nessuno dei due genitori, verificare che gli accordi patrimoniali siano sostenibili nel tempo e coerenti con la situazione reddituale reale. Questo lavoro di mediazione, che precede la redazione del ricorso vero e proprio, è la parte sommersa dell'iceberg: non compare nell'atto finale, che magari occupa poche pagine, ma è quasi sempre la componente che assorbe più tempo ed energie professionali, ed è anche quella che, se condotta bene, fa la differenza tra un accordo stabile e uno che genera nuovi contenziosi dopo pochi mesi.

Sotto "il livello dell'acqua" si pone anche tutto il tempo necessario a studiare gli aggiornamenti normativi e giurisprudenziali che permettono di gestire al meglio il vostro caso.


In sintesi

Non esiste un prezzo fisso per una separazione o un divorzio consensuale, e per legge un avvocato non può pubblicizzarne uno. Il costo dipende da cosa bisogna regolare (solo i rapporti personali, oppure anche figli, patrimonio, trasferimenti immobiliari), da dove ci si trova in Italia, dall'esperienza del professionista scelto, e soprattutto dal lavoro di trattativa necessario per arrivare a un accordo davvero condiviso. Un ordine di grandezza onesto, per la sola assistenza legale, è di qualche migliaio di euro, a cui si aggiungono i 43 euro di contributo unificato dovuti al Tribunale.

Il consiglio più utile che posso dare, in chiusura, è questo: più che cercare "il prezzo più basso", vale la pena chiedere a chi vi seguirà di spiegarvi in anticipo cosa comprende il servizio e quali sono i passaggi previsti. Un preventivo chiaro, che tenga conto della complessità reale della vostra situazione, è il primo segnale di un lavoro fatto bene.


Domande frequenti

Un avvocato può dirmi subito quanto costerà la mia separazione consensuale? No, non prima di aver esaminato la vostra situazione concreta. Il compenso dipende da cosa dovete regolare (rapporti personali, figli, patrimonio, eventuali trasferimenti immobiliari) e non può essere quantificato senza una prima valutazione. Diffidate di chi fornisce un numero al telefono senza aver ascoltato nulla del caso.

Qual è la differenza tra separazione consensuale e divorzio congiunto ai fini del costo? Sono percorsi analoghi sotto il profilo dell'impegno professionale richiesto: entrambi presuppongono un accordo tra le parti e comportano attività di negoziazione simili. Il costo, quindi, segue gli stessi criteri (complessità, presenza di figli, aspetti patrimoniali) sia per la separazione sia per il divorzio congiunto. Talvolta però il divorzio può risultare più economico perchè alle spalle avete già una precedente regolamentazione.

Il contributo unificato di 43 euro è l'unica spesa oltre al compenso dell'avvocato? È la spesa fissa più rilevante da tenere presente, dovuta al Tribunale e non al professionista. Possono aggiungersi altri costi legati a specifiche esigenze del caso (ad esempio visure catastali o ipotecarie, se sono previsti trasferimenti immobiliari), che è opportuno farsi indicare in anticipo dal proprio legale.

Conviene rivolgersi a un solo avvocato per entrambi i coniugi o è meglio che ciascuno abbia il proprio legale? Su questo verrà redatto un altro articolo. Entrambe le soluzioni sono legittime nella separazione consensuale. La scelta dipende dal grado di accordo già raggiunto tra i coniugi e dalla presenza di interessi che richiedano una tutela distinta (tipicamente quando sono coinvolti aspetti patrimoniali rilevanti). È un aspetto da valutare insieme all'avvocato fin dal primo colloquio.

Perché due preventivi per una situazione simile possono essere molto diversi tra loro? Perché il mercato dei servizi legali in materia di famiglia è eterogeneo: esperienza, specializzazione e organizzazione dello studio incidono legittimamente sul compenso. La differenza di prezzo, da sola, non dice nulla sulla qualità del servizio: è più utile confrontare cosa comprende ciascun preventivo che limitarsi al numero finale.

Per una valutazione della vostra situazione specifica, potete richiedere una prima consulenza presso lo Studio Legale Marchetti, con sedi a Pisa e Livorno.

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